
Una provincia migliore e’ possibile se scegliamo di aiutare i giovani ad uscire dalla precarietà, le lavoratrici e i lavoratori a riqualificarsi e trovare un lavoro degno di questo nome, senza le umiliazioni che ogni giorno gli uni e gli altri sono costretti a subire; le piccole imprese e l’artigianato a superare la crisi, con un apposito fondo di solidarietà a cui attingere per continuare a vivere.
Ma il lavoro non basta. Occorre costruire un nuovo modello di sviluppo e di benessere. L’obiettivo e’ ambizioso. La cementificazione deve essere bloccata e deve darsi l’avvio ad un piano generale di recupero del patrimonio edilizio pubblico e privato, del suolo, dei corsi d’acqua e delle infrastrutture.
Il nostro impegno è chiaro. Non un chilometro di nuove strade, ma manutenziene straordinaria del sistema viario esistente, e, finalmente, la metropolitana di superficie, una rete di piste ciclabili sulla costa o lungo le valli fino ai monti; la messa a norma di tutte le scuole di proprietà della provincia e un no senza eccezioni per tutti i Piani regolatori o le varianti che prevedano nuove aree edificabili a ridosso o in vicinanza dei fiumi.
Infine, difendiamo il controllo e le gestione pubblica dei servizi pubblici locali, in particolare acqua e rifiuti, rispetto ai quali diciamo no ad ogni ipotesi di incenerimento, contro ogni forma di privatizzazione: per questo la nostra compagna elettorale finisce con i referendum di giugno.
Insieme possiamo difendere i nostri beni comuni: dalle due Università, al paesaggio, al lavoro a misura di persona, alla cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, contro la paura e il razzismo.
UNA PROVINCIA MIGLIORE E’ POSSIBILE
Francesco Acquaroli


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