- La via di Vendola alla scalata del PD si chiama Partito socialista europeo Che volesse "destrutturare il centrosinistra" l'aveva dichiarato un paio di settimane fa al sito di Libertà e giustizia, finora però quale fosse la sua via alla distruzione creatrice Nichi Vendola non l'aveva ancora detto. La risposta si chiama Partito socialista europeo, il rassemblement continentale a cui i democratici non possono aderire senza perdere gli ex democristiani. Il governatore della Puglia insomma - mentre Pier Luigi Bersani fa l'osservatore esterno e combatte con la voglia di PPE di Fioroni - si appresta a mettersi nella foto di gruppo con i Zapatero, i Miliband, i Papandreou e intestarsi una riconoscibile quanto "vendibile" tradizione politica riformista (un tempo da lui definita con sprezzo "governista"). Un primo accenno pubblico alla "svolta di Vendola" prossima ventura è toccato farlo, com'è giusto, domenica scorsa a Fausto Bertinotti: "Dobbiamo prendere atto del fallimento di due progetti: quello della costruzione di una sinistra alternativa e quello del Pd", ha detto commemorando il 90esimo della scissione comunista di Livorno: "Si impone un nuovo inizio che non può non partire da un rapporto col socialismo europeo". Ben tornati a Bad Godesberg, allora, e tanti saluti alla "Sinistra europea" con Izquierda Unida e Die Linke voluta proprio da Bertinotti. Queste, però, non sono solo le elucubrazioni di un ex presidente della camera diversamente occupato. Lo conferma un breve dialogo intercorso recentemente tra lo stesso Vendola e un deputato del Pd di rito socialista. Chiede quest'ultimo, in un casuale incontro alla Camera: "Ma tu che cazzo vuoi fare con questo partito?". Risposta secca di Nichi: "Il Partito socialista europeo". Conclusione: "Se lo fai, vengo con te". Non sarebbe il solo, peraltro, se è vero che nell'area ex ds per comodità nota come "dalemiana" comincia a circolare una certa preoccupazione per l'indebita occupazione di suolo riformista da parte del performer pugliese. In Sel, peraltro, una componente socialista c'è già e lo stesso Vendola ha ultimamente stretto contatti con ambienti del Pse: ormai va avanti e indietro da Bruxelles più che da Barletta e a fine novembre, per dire, ha ospitato in Puglia il capogruppo socialista all'Europarlamento Martin Schulz (quello del "kapò") . La cosidetta "sinistra del Pd"(Vita, Nerozzi, forse Cofferati e qualcun altro) è già in fibrillazione e lavora sempre più spesso col "Network per il socialismo europeo" dell'ex Legacoop Lanfranco Turci, ambasciatore vendoliano, in vista dell'ordalia delle primarie. L'unico ostacolo di Nichi, manco a farlo apposta, è la magistratura: ieri gli è ripiombata addosso l'inchiesta sulla sanità pugliese con annessa richiesta di arresto per il suo ex assessore e grande elettore alle primarie Alberto Tedesco, oggi senatore democrat. C'è da scommettere che il danno sarà tutto per Bersani. Perchè? Perchè Vendola è come la Ruthie di Bob Dylan: gli altri sanno solo ciò di cui avete bisogno, ma lui sa quello che volete.
domenica 20 marzo 2011
VENDOLA E il PSE
sabato 12 marzo 2011
MACERATA - PRIMARIE SUBITO E LISTA UNITARIA DI SOCIALISMO E SINISTRA !
LA PROVINCIA DI MACERATA RINNOVERA' LA PROPRIA AMMINISTRAZIONE CON LE ELEZIONI PREVISTE PER 1L 15 E 16 MAGGIO 2010 !LE ASSOCIAZIONI "SOCIALISMO E SINISTRA" E "LEGA DEI SOCIALISTI DELLE MARCHE" LANCIANO UN "APPELLO" AFFINCHE' LA SCELTA DEL PROGRAMMA E DEL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA VENGA EFFETTIVAMENTE DAL BASSO... CIOE' DAGLI ELETTORI DEL TANTO DECANTATO "NUOVO CENTROSINISTRA" NATURALMENTE PER BATTERE LE DESTRE !
QUINDI IN PRIMO LUOGO, AUSPICHIAMO SUBITO....( SE SI VUOLE SI E'ANCORA IN TEMPO) UN PASSAGGIO DI PRIMARIE...ANZITUTTO DELLE IDEE E DEL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI MACERATA......
IL PARTITO CHE NORMALMENTE EVIDENZIA LA PRIMOGENITURA DELLE PRIMARIE NON CI VENGA A DIRE CHE E' TROPPO TARDI....O SI SENTE AUTOSUFFICENTE O PREFERISCE ALLEARSI CON I SOLITI CESPUGLI DI CORTE O ADDIRITTURA CON I CENTRISTI....NESSUN PROBLEMA......SI PRESENTINO ALLE PRIMARIE DEL "NUOVO CENTROSINISTRA MACERATESE" !!!
IN SECONDO LUOGO AUSPICHIAMO LA FORMAZIONE DI UNA LISTA UNITARIA ALL'INTERNO DELLA COALIZIONE CHE METTA INSIEME LA MIGLIOR TRADIZIONE DELLA SINISTRA MACERATESE...PENSIAMO A TUTTA L'AREA SOCIALISTA E DEMOCRATICA, AL NUOVO MOVIMENTO GUIDATO DA "NICHI VENDOLA" (CHE CONSIDERA SeL SOLO UN INIZIO PER UNA SCOMPOSIZIONE E RICOMPOSIZIONE DELLA SINISTRA NEL SOCIALISMO) , AL MONDO AMBIENTALISTA, A TUTTE LE ORGANIZZAZIONI CIVICHE LOCALI CHE SONO DELLE GRANDI RISORSE SIA PER LE IDEE CHE PER GLI EVENTUALI CANDIDATI.... E A TUTTE LE COMPAGNE E I COMPAGNI SENZA UNA PARROCCHIA CHE VOGLIONO DARE IL LORO CONTRIBUTO......
NATURALMENTE AUSPICHIAMO ANCHE CHE CHI ANDRA' A CANDIDARSI IN UNO DEI 24 COLLEGI DELLA NOSTRA PROVINCIA SI SIA ACCORTO CHE ORMAI IL MURO DI BERLINO E' CADUTO DA ANNI.....
lunedì 21 febbraio 2011
domenica 20 febbraio 2011
Lettera di Nichi Vendola al Convegno di Livorno - 19/02/2011
Vi ringrazio per l'invito alla vostra manifestazione, che ho molto gradito. L'occasione di una manifestazione della sinistra, promossa dalla rete dei socialisti, in una città tanto importante per la nostra storia come Livorno, è davvero una occasione preziosa che avrei voluto cogliere, ma impegni improrogabili me lo hanno impedito. Pur non potendo partecipare, vi invio un caloroso incoraggiamento a proseguire nella attività di ricerca e di azione politica che avete intrapreso nel corso di questi mesi. Il vostro contributo, insieme a quello delle tante forze vive e sane che si muovono nella società italiana, è utilissimo per ricomporre, non certo nella nostalgia del passato, ma nella ricerca presente di una nuova cultura e pratica politica di progresso e di libertà, le ragioni fondanti dell'agire politico per l'uguaglianza e la libertà. La cultura politica dei socialisti è patrimonio indispensabile di questo nuovo inizio, di questa nuova fecondazione di una terra tanto inaridita qual è quella della sinistra. Il nostro cimento è e resta quello di interpretare l'ansia di cambiamento del paese, la voglia di riscatto e di giustizia dei tanti soggetti penalizzati dalle politiche dell'attuale governo di destra, ma anche da questo trentennio liberista e illiberale. Vogliamo provare ad uscire "da sinistra" dalla crisi odierna. Oggi è possibile, ma non scontato. Le spinte ad un superamento del berlusconismo per via emergenzialista, affidandosi ad una direzione moderata e conservatrice, sono presenti e minacciose. Eppure, dagli scioperi indetti dalla FIOM alle mobilitazioni studentesche, fino a giungere alla straordinaria mobilitazione delle donne domenica scorsa, c'è quell'Italia migliore che reclama spazio e futuro. Domenica prossima abbiamo indetto una manifestazione nazionale a Roma che abbiamo intitolato "Cambia l'Italia", dove saremmo lieti di invitarvi, perché pensiamo che cambiare l'Italia sia giusto, possibile e necessario. Cambiare l'italia per ritornare al centro del mediterraneo, oggi attraversato dai venti di rivolta e dalle aspirazioni alla libertà. Cambiare l'Italia per affrontare e sconfiggere la crisi, che è globale ma che in Europa è più sorda ed inquietante. Cambiare l'Italia a cominciare dalla sinistra, che dovrà legarsi sempre di più alle famiglie europee del progresso, a partire da quella socialista. Cambiare l'Italia per poter essere fedeli alla nostra costituzione, ancora oggi attualissima e largamente inapplicata nelle sue parti più lungimiranti ed innovative. Con sinistra ecologia libertà abbiamo avviato un cammino che ha l'ambizione di rispondere a queste domande di cambiamento, ma sappiamo che da soli non potremmo farlo. Cambiamo insieme, compagne e compagni! Cambiamo la sinistra e cambiamo l'Italia!
Fraternamente,
Nichi Vendola
Nichi Vendola candidato premier - Il cuore e il linguaggio di un leader
Per omaggiare il maestro Roberto Vecchioni riproponiamo questo video, realizzato tempo fa, con alcuni dei discorsi più significativi di Nichi Vendola. Come sottofondo musicale scegliemmo "Sogna, ragazzo sogna", un inno a non lasciarsi andare, a mettersi in discussione, a non vivere passivamente, a non tralasciare i sentimenti ma a coltivarli, a correre qualche rischio pur di affermare i propri idea.
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